Una scoperta unica per vaccinazioni indolori e che non necessitano di refrigerazione

 

 

Una scoperta unica per vaccinazioni indolori e che non necessitano di refrigerazione

Una notizia sorprendente che apre nuove strade nell'ambito delle vaccinazioni soprattutto in quei Paesi in via di sviluppo dove il trasporto e in modo particolare la conservazione dei vaccini sono fattori ancor più complicati del debellare la malattia stessa per cui sono stati ideati.
Ricercatori del King College di Londra, nell'ambito di un progetto finanziato dalla Bill e Melinda Gates Foundation, hanno infatti messo a punto una capsula in silicone che si attacca alla pelle con un normale cerotto e che, grazie a centinaia di microscopici aghi (assolutamente indolori e a base di zucchero) permette al farmaco di essere trasmesso sotto l'epidermide e di entrare in circolo.
Non solo: nelle loro sperimentazioni i ricercatori hanno dotato le capsule di un vaccino vivo e i risultati sono stati assolutamente sorprendenti visto che la loro invenzione è stata in grado di generare la stessa risposta biologica immunitaria delle normali vaccinazioni ipodermiche.
Ma c'è di più: sembra, infatti, oltre al fattore di praticità e sicurezza sanitaria (eliminando gli aghi delle siringhe si eliminano anche le possibilità di ulteriore contagio), la capsula permette al vaccino in essa contenuta di poter essere conservato a temperatura ambiente senza perdere di efficacia.
Una vera è propria rivoluzione che potrebbe aiutare a combattere efficacemente malattie come la malaria, la tubercolosi e l'HIV in quei Paesi in via di sviluppo dove ingenti quantità di vaccini non arrivano a compiere il loro dovere a causa proprio delle disastrose condizioni di conservazione.
"Questo lavoro - ha detto la dottoressa Linda Klavinskis dal Dipartimento di Immunologia del King College - apre alla medicina la possibilità di fornire vaccini vivi in un contesto globale senza bisogno di alcuna refrigerazione. Al tempo stesso si potrebbero potenzialmente ridurre i costi di produzione e di trasporto, migliorare la sicurezza ed evitare la necessità di iniezioni ipodermica dell'ago, riducendo così anche il rischio di trasmissione di malattie a trasferimento ematico da aghi e siringhe contaminati".
Ma a parte al larghissimo uso che se ne potrebbe fare nei Paesi del terzo mondo, i ricercatori pensano anche alle vaccinazioni infantili, alle malattie infiammatorie e a altre come il diabete.
Come dire che forse, molto presto, potremo dire addio alle traumatiche siringhe che tanto spaventano grandi e piccini per colpa dei loro aghi...

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Argomenti: vaccinazioni Paesi terzo mondo, malattie infettive terzo mondo, scoperte scientifiche vaccini

 

 

 

 

 

 

 
 

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