Una miscela a base di olio da cucina usato per i voli della Alaska Airlines

 

 

Una miscela a base di olio da cucina usato per i voli della Alaska Airlines

Da un paio di settimane, la compagnia aerea nord americana Alaska Airlines ha iniziato a rifornire alcuni dei propri voli aerei con una miscela al 20% di biocarburante che è sostanzialmente composto da olio alimentare usato (sì, insomma, quello della friggitrice), grasso di pollo, olio di alghe e parti di piante non commestibili.
Il restante 80% del carburante rimane, invece, il normale cherosene utilizzato in aviazione.
Due sono le tratte su cui gli aerei saranno alimentati in questo modo: la prima da Seattle alla capitale americana Washington DC, l'altra collega sempre Seattle con Portland in Oregon.
Per struttura chimica, il biocarburante è identico al normale cherosene degli aerei il che significa che i voli potrebbero effettivamente funzionare solo con questo tipo di combustibile senza cioè doverlo miscelare.
Il problema, però, è di carattere economico in quanto, al momento, il suo costo è davvero proibitivo: per capire basta dire che un litro di cherosene costa circa 75 centesimi di dollaro, mentre questa miscela costa quasi sei dollari al litro, quindi ben cinque volte di più.
Ma l'aspettativa della Compagnia aerea (e anche nostra) è che la produzione di biocarburanti come questo aumenti così che i prezzi subiranno un drastico calo.





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Argomenti: biocarburanti aviazione, miscela carburante aviazione, Alaska Airlines, olio alimentare usato

 

 

 

 

 

 

 
 

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