Nucleare: quando la radioattività spaventa più della crisi…

 

 

Nucleare: quando la radioattività spaventa più della crisi…

Ancora una volta (ma non c'era ombra di dubbio del contrario) lo spettro nucleare intimorisce gli italiani.
A rilevarlo un'elaborazione dei dati Eurobarometro eseguita dalla Coldiretti sui rischi di questa forma di produzione di energia dopo che le autorità giapponesi hanno confermato di aver innalzato a livello 7 la classificazione dell'incidente nucleare, lo stesso grado di gravità che fu stabilito per Cernobyl.
In particolare il rischio di contaminazione nucleare, infatti, è per ben il 25% dei nostri connazionali un pericolo molto più temuto della crisi economica (20%), delle paure per la salute che derivano dal consumo dei cibi (17%), del rischio di incidenti in auto (11%), della criminalità e della malattia (entrambe fonti di preoccupazione per il 10% della popolazione).
"Abbiamo dovuto aspettare una catastrofe nucleare per accorgerci che scienza e tecnologia non sempre sono portatrici di verità assolute, ovvero: la verità rimane tale sino a prova contraria e la storia ci dimostra che è quasi sempre questione di tempo, poi la prova contraria arriva", ha affermato Sergio Marini, Presidente di Coldiretti.
"Dovrebbe essere allora scontato che, quando le applicazioni della scienza, ovvero le tecnologie, sono di portata tale che eventuali errori avrebbero ricadute globali e incontrollabili su salute e ambiente, spetti alla gente e non agli scienziati - ha precisato Marini - dire l'ultima parola. Questi ultimi da parte loro dovrebbero saper fare un passo indietro, caricandosi di quel pizzico di umiltà che non guasta. Insomma, per l'energia nucleare così come per gli OGM è la gente che dovrebbe decidere e la precauzione serve, eccome se serve!".





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Argomenti: ecologia, ambiente, sostenibilità, energie rinnovabili, risparmio energetico, edilizia sostenibile, fotovoltaico, biomasse, impronta ecologica

 

 

 

 

 

 

 
 

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