Le postazioni di ricarica dei veicoli elettrici alimentate con l'energia cinetica dei treni

 

 

Le postazioni di ricarica dei veicoli elettrici alimentate con l'energia cinetica dei treni

In Spagna per l'ambiente le cose non solo le pensano, ma le fanno sul serio: nei giorni scorsi, infatti, un team di ingegneri del gestore della rete ferroviaria nazionale Administrador de Infraestructuras Ferroviarias (ADIF) è riuscito a convertire l'energia cinetica prodotta durante la fase di arresto dei treni in energia utilizzata per ricaricare le batterie di auto elettriche parcheggiate in apposite aree di sosta della stazione ferroviaria.
Questo significa che chi utilizza il treno per i suoi spostamenti quotidiani (pensiamo, ad esempio, ai pendolari) potrebbe partire da casa alla mattina con la sua auto o il suo scooter elettrico, arrivare in stazione, parcheggiare, ricaricare le batterie e tornare a casa alla sera senza emettere un solo grammo di CO2 nell'atmosfera.
Dato che questo progetto vede impegnati congiuntamente la ADIF e la società Going Green che ha l'esclusiva per la vendita in Spagna delle auto elettriche norvegesi Think City, è la palese dimostrazione che la mobilità a zero emissioni è un concetto assolutamente concreto.
Un ultimo dettaglio: l'iniziativa è già stata presentata all'INNPACTO, un programma di sovvenzione finanziata dal Ministero della Scienza e dell'Innovazione dalla Spagna, e se sarà approvata l'ADIF potrebbe iniziare a installare su larga scala le postazioni di ricarica già all'inizio del prossimo anno.





Galleria fotografica

 


 

Argomenti: energia cinetica, ferrovie spagnole, Administrador de Infraestructuras Ferroviarias, postazioni ricarica, veicoli elettrici, Think City, Goimg Green, emissioni zero, mobilità sostenibile

 

 

 

 

 

 

 
 

Impronta Ecologica è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Parma (Reg. n. 14 del 27/10/2000)

Pubblicità su Impronta Ecologica  |  Comunicati Stampa  |  Redazione  |  Mappa del sito  |  Privacy e Cookie Policy  |  Dati Sociali

2000-2016©Impronta Ecologica

Licenza Creative Commons