Le borse di plastica non piacciono agli inglesi

 

 

Le borse di plastica non piacciono agli inglesi

Già dal primo sguardo Modbury appare come una cittadina modello: sullo sfondo di colline verdissime e poco distanti dal mare, 760 case in stile georgiano e negozi improntati nel pieno rispetto della tradizione. Tutti si conoscono e il ritmo di vita scorre senza scossoni. almeno così è stato fino ai primi mesi del 2007. La fautrice dello stravolgimento all'interno della tranquilla Modbury è Rebecca Hosking, una giovane cameraman della emittente Bbc e originaria della stessa cittadina inglese. Durante un viaggio-reportage di lavoro alle Hawaii, la Hosking ha documentato la situazione drammatica degli animali (acquatici e non) del presunto paradiso al largo dell'Oceano Pacifico. Le spiagge si sono presentate come cimiteri a cielo aperto di tartarughe, albatros, foche e balene, tutti morti soffocati dalla plastica scaricata nell'Oceano. La giovane donna non ha perso tempo: una volta rientrata a Modbury, ha riunito i 43 negozianti e ha proiettato il video girato alle Hawaii, senza quasi dover sottolineare gli effetti disastrosi della plastica sull'ambiente. Ebbene, dal 1 maggio 2007 nessuno a Modbury usa più borse di plastica; tutti gli acquisti vengono incartati in materiali biodegradabili o riciclabili. Oppure si avvistano borse "griffate" in tela riciclata con tanto di scritta "Modbury: la prima città inglese senza buste di plastica". Il progetto è piaciuto tanto che già 80 cittadine inglesi hanno deciso di seguirne l'esempio.
Dovremmo riflettere su un dato: se pensiamo che le borse di plastica vengono utilizzate in media per 12 minuti prima di essere gettate e che ogni anno ne consumiamo circa 300 a persona, la voglia di cambiare è più che giustificata.





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Argomenti: ecologia, ambiente, sostenibilità, energie rinnovabili, risparmio energetico, edilizia sostenibile, fotovoltaico, biomasse, impronta ecologica

 

 

 

 

 

 

 
 

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