Il buco dell'ozono ora anche sul Polo Nord

 

 

Il buco dell'ozono ora anche sul Polo Nord

Gli scienziati di diciannove autorevoli istituzioni di nove Paesi (Stati Uniti, Germania, Olanda, Canada, Russia, Finlandia, Danimarca, Giappone e Spagna) hanno scoperto che, dall'inizio del 2011, la quantità di ozono distrutta sopra il Polo Nord è, per la prima volta, la stessa della regione antartica ovvero quella che dove è stato localizzato il così detto buco dell'ozono.
Questa allarmante conclusione è frutto di un'approfondita analisi e di molteplici misurazioni effettuate sia dallo spazio, sia con palloni aerostatici in quota, sia con dati meteorologici.
In particolare i ricercatori affermano che sopra i 18-20 chilometri di altitudine, nel Polo Nord la diminuzione di ozono ha raggiunto e superato picchi dell'80% a causa di un inspiegabile aumento delle nubi stratosferiche polari che si comportano come i micidiali gas a base di CFC (clorofluorocarburi) o HCFC (idroclorofluorocarburi), ovvero i maggiori responsabili della riduzione dello strato di ozono.
Dunque, anche se nel 1989, un trattato internazionale conosciuto come Protocollo di Montreal è stato firmato per proteggere lo strato di ozono decretando la graduale eliminazione di quei gas serra, evidentemente qualcosa non ha funzionato così che, invece di uno soltanto, adesso abbiamo due buchi dell'ozono.





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Argomenti: buco ozono Polo Nord, gas serra, inquinamento atmosferico, Protocollo di Montreal, CFC, clorofluorocarburi, HCFC, idroclorofluorocarburi

 

 

 

 

 

 

 
 

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