I cambiamenti climatici aumentano le allergie da pollini

 

 

I cambiamenti climatici aumentano le allergie da pollini

Secondo uno studio apparso sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences, i cambiamenti climatici e, in particolare, le gelate sempre più tardive aumenterebbero il numero di giorni in cui i pollini dell'ambrosia, una pianta che originaria del Nord America ma che si trova anche qui in Italia, sono presenti nell'aria, con il conseguente aumento di casi di allergia nella popolazione.
Per condurre la loro ricerca, gli studiosi di diverse università americane hanno esaminato i dati sulla fioritura dell'ambrosia degli ultimi quindici anni scoprendo così che il deciso aumento del numero di giorni di fioritura, almeno che nel Nord del continente americano, arriva a 27 giorni in più.
A parte però i fastidi provocati dall'allergia ai pollini, a preoccupare sono anche i risvolti pratici che questo fenomeno comporta: stando ai ricercatori, infatti, le spese per le cure allergiche (che negli Stati Uniti interessano il 10% della popolazione e ammontano a 21 miliardi di Dollari l'anno) sono destinate ad aumentare.





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