Forze armate e ambiente: Marines verdi in Afghanistan

 

 

Forze armate e ambiente: Marines verdi in Afghanistan

A ottobre è partito il primo battaglione "verde" con destinazione Helmand, regione dell'Afghanistan. Infatti, una prima compagnia di marines è arrivata in loco con tutto il necessario per mandare avanti l'accampamento senza diesel o benzina: pannelli solari portatili, luci a consumo ridotto, tende che forniscono energia elettrica, batterie solari per i computer e altri mezzi di comunicazione. Si tratta di un esperimento, ma se funziona, il nuovo equipaggiamento sarà adottato anche da altre compagnie. Tutto è nato non solo da una conversione ecologista ma anche da una necessità pratica poichè rifornire di carburante le truppe è costoso, complicato e pericoloso. Uno studio dell'esercito ha rilevato a questo proposito, che in Iraq e in Afghanistan muore almeno un soldato o un civile addetto al trasporto ogni ventiquattro convogli di carburante; per non parlare degli attacchi ai convogli o ai valichi bloccati. Se poi si parla di costi, basti sapere che il trasporto di un gallone di benzina, pagato un dollaro può arrivare a 400 dollari per gli avamposti più lontani. Insomma, le ragioni per rivolgersi alle energie "verdi" sono molteplici. L'obiettivo di Ray Mabus, segretario alla Marina, è far sì che entro il 2020 il 50% dell'energia usata dai Marine e la Marina sia rinnovabile.

Già lo scorso anno, la Marina americana ha sperimentato un mezzo anfibio d'assalto a motore ibrido di classe Wasp, che usa elettricità per velocità inferiori ai dieci nodi. Ma anche l'Air Force entro il 2011 avrà l'intera flotta certificata per volare con biocombustibili. Sono stati, inoltre, condotti test di volo con un carburante per metà proveniente da biocombustibili di origine vegetale. E non finisce qui. Infatti, in estate, la Marina ha ricevuto il suo primo carico di combustibile derivante dalle alghe: un altro degli obiettivi è poter ricavare carburante nel teatro di guerra. è allo studio anche un prototipo: un mini impianto mobile per produrre sul posto biocombustibili utilizzando coltivazioni locali come, ad esempio, il papavero da oppio.





Galleria fotografica

 


 

Argomenti: ecologia, ambiente, sostenibilità, energie rinnovabili, risparmio energetico, edilizia sostenibile, fotovoltaico, biomasse, impronta ecologica

 

 

 

 

 

 

 
 

Impronta Ecologica è una testata giornalistica registrata al Tribunale di Parma (Reg. n. 14 del 27/10/2000)

Pubblicità su Impronta Ecologica  |  Comunicati Stampa  |  Redazione  |  Mappa del sito  |  Privacy e Cookie Policy  |  Dati Sociali

2000-2016©Impronta Ecologica

Licenza Creative Commons