Bere vino in modo (eco)responsabile

 

 

Bere vino in modo (eco)responsabile

Si può essere rispettosi dell'ambiente anche quando si sorseggia un buon bicchiere di vino? Certo che sì, tanto che al Vinitaly, il salone internazionale di riferimento, è stato lanciato un vero e proprio decalogo dell'enoappassionato ambientalista.
Eccole le regole d'oro...
1) Accorciare le distanze negli acquisti, ovvero preferire il "vino a km 0" prodotto da cantine del territorio in cui si risiede.
2) Prediligere la viticoltura biologica e biodinamica che utilizza solo sostanze che si trovano in natura o ottenute dall'uomo attraverso semplici processi, senza OGM e fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi.
3) Scegliere le cantine con certificazione ambientale (ISO 14001 o EMAS) sinonimo di concreto impegno ecologico delle aziende che le adottano.
4) In alternativa, preferire comunque cantine enviromental friendly quelle cioè che, pur non avendo nessuna certificazione, adottano comunque pratiche ecosostenibili. Quelle costruite secondo i dettami della bioarchitettura, che effettuano il recupero delle acque grazie a impianti di depurazione, che utilizzano impianti fotovoltaici o a biomasse per la produzione di energia.
5) Prediligere le bottiglie in vetro alleggerito che permettono un risparmio sia in termini di energia usata nel processo produttivo sia in emissioni di CO2.
6) Le etichette? Meglio in carta riciclata.
7) Risparmiare con gli acquisti "collettivi", fatti attraverso i Gruppi d'Acquisto del Vino, formati da enoappassionati che preferiscono "saltare" la mediazione del punto vendita, incaricando un membro del gruppo di recarsi direttamente dal produttore e risparmiando così in termini di viaggi, trasporti, materiali ed energie.
8) Dal vetro al sughero, la sua parola d'ordine è riciclo. Entrambi sono infatti riciclabili e riutilizzabili al 100%.
9) No agli sprechi: se il vino avanza, si può riutilizzare in cucina per arricchire gustose ricette.
Unica regola: il vino deve essere nelle sue condizioni migliori in quanto a gusto e profumo.
10) Il vino del futuro è quello con la "carbon footprint" in etichetta, ovvero il totale delle emissioni di gas ad effetto serra, espresso in termini di CO2 equivalente, associate ad un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione all'arrivo sulla tavola.
I primi esempi arrivano dalla Nuova Zelanda, ma anche in Italia alcune cantine stanno iniziando mettere questa indicazione nelle etichette dei propri vini.





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Argomenti: impronta ecologica, riciclare, risparmiare acqua, risparmiare carburante, risparmiare gas, risparmiare energia elettrica

 

 

 

 

 

 

 
 

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