Record di temperatura in arrivo: El Niño accelera il riscaldamento

Un fenomeno climatico naturale chiamato El Niño potrebbe manifestarsi entro poche settimane, secondo gli scienziati delle Nazioni Unite, portando con sé condizioni meteorologiche estreme in molte...

📅 10 giugno 2026 ✎ Redazione ⏱ 2 min di lettura 👁 36 visualizzazioni
Record di temperatura in arrivo: El Niño accelera il riscaldamento
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Un fenomeno climatico naturale chiamato El Niño potrebbe manifestarsi entro poche settimane, secondo gli scienziati delle Nazioni Unite, portando con sé condizioni meteorologiche estreme in molte regioni del pianeta. Le previsioni più allarmanti suggeriscono che potremmo assistere a uno dei più intensi El Niño mai registrati, con conseguenze dirette sulle temperature globali già elevate a causa del cambiamento climatico antropogenico.

Ma cosa scatena esattamente questo evento naturale? El Niño si sviluppa quando i venti che normalmente soffiano da est a ovest si indeboliscono o addirittura si invertono di direzione. Questo cambiamento consente alle acque più calde di propagarsi attraverso il Pacifico tropicale centrale e orientale. Negli ultimi mesi, gli scienziati hanno documentato un aumento significativo della temperatura superficiale del mare in queste regioni, accompagnato da una diminuzione della pressione atmosferica nel Pacifico centrale rispetto a quello occidentale.

L'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) delle Nazioni Unite ha dichiarato un'ottantina di probabilità che El Niño inizi tra giugno e agosto. Una volta avviato, il fenomeno dura solitamente circa un anno. Ciò che rende questa particolare manifestazione potenzialmente problematica è la temperatura insolitamente elevata delle acque profonde del Pacifico: in alcuni punti raggiunge i 6 gradi centigradi sopra la media. Questo calore in profondità tende a propagarsi verso la superficie, dove quando il riscaldamento supera i 0,5 gradi centigradi rispetto alla linea di base per periodi prolungati, le condizioni favoriscono El Niño. Un riscaldamento superiore a 2 gradi indica un El Niño "molto forte" o "super", un evento verificatosi solo poche volte dal 1950 ad oggi.

Le conseguenze di un El Niño intenso sono significative e diffuse. Secondo Celeste Saulo, segretaria generale dell'OMM, questo fenomeno "esacerba siccità e piogge intense, aumentando il rischio di ondate di calore sia sulla terraferma che negli oceani". Combinato con le temperature globali più elevate dovute al cambiamento climatico causato dall'uomo, potrebbe rendere il 2027 l'anno più caldo mai registrato per il nostro pianeta.

Gli impatti meteorologici variano significativamente a seconda della location geografica e del periodo dell'anno. Nessun El Niño è identico a un altro, ma un evento forte tipicamente alimenta condizioni calde e secche in parti del Sud America, del Sud Est asiatico e dell'Australia, aumentando sensibilmente le probabilità di siccità e incendi boschivi. Durante l'El Niño del 2015-2016, ad esempio, l'Indonesia fu colpita da incendi estremi.

Il fenomeno stesso non è una novità per la scienza moderna. Fu osservato per la prima volta dai pescatori peruviani nel XVII secolo, che lo soprannominarono "El Niño de Navidad" – il Bambino Cristo in spagnolo – perché si manifestava intorno alle festività natalizie.

Sebbene le previsioni attuali suggeriscono che il prossimo El Niño potrebbe eguagliare o addirittura superare i picchi passati, rimane ancora incertezza su questa evoluzione. Quel che è certo è che comprendere questi cicli naturali diventa sempre più cruciale in un contesto di sostenibilità ambientale globale, dove l'interazione tra fenomeni climatici naturali e cambiamento climatico accelerato dall'attività umana crea scenari di complessità senza precedenti.

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