Per azzerare le emissioni agricole entro il 2030 servirebbe un progresso del 70% l'anno

Un nuovo rapporto del Food Systems Countdown Initiative, pubblicato sulla rivista Nature Food, mostra che i progressi verso sistemi alimentari più sostenibili e resilienti procedono troppo lentamente per rispettare le scadenze internazionali fissate per il 2030. Le emissioni di gas serra legate alla produzione alimentare stanno addirittura crescendo invece di calare, rendendo ormai quasi impossibile raggiungere l'obiettivo di azzerarle entro la fine del decennio.

📅 2 settembre 2026 ✎ Maurizio Franceschini ⏱ 3 min di lettura
Per azzerare le emissioni agricole entro il 2030 servirebbe un progresso del 70% l'anno
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I progressi verso sistemi alimentari più sostenibili e resilienti non stanno avanzando abbastanza rapidamente da rispettare le scadenze fissate a livello internazionale. È la conclusione di un nuovo rapporto del Food Systems Countdown Initiative, pubblicato questo mese sulla rivista scientifica Nature Food, che si basa su precedenti ricerche dello stesso gruppo dedicate a una serie di obiettivi, inclusi alcuni fissati un decennio fa dai paesi membri delle Nazioni Unite, come l'eliminazione della fame e della povertà.

La scadenza per raggiungere questi obiettivi, noti come Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), è il 2030. Il rapporto considera anche gli obiettivi di emissioni nette zero fissati dall'Accordo di Parigi. Per la maggior parte di questi traguardi, secondo i ricercatori coinvolti nello studio, è ormai quasi impossibile rispettare la scadenza del 2030. A differenza dei lavori precedenti dello stesso gruppo, questo rapporto misura i progressi sia a livello globale sia a livello regionale, ed è accompagnato da una piattaforma interattiva che mostra come quasi ogni paese al mondo stia avanzando, o meno, su circa 50 indicatori diversi, dal costo di una dieta sana alla disponibilità di frutta e verdura, fino alle rese agricole e alle emissioni di gas serra legate alla produzione alimentare.

Le emissioni legate alla produzione agroalimentare rappresentano circa un terzo di tutte le emissioni di gas serra di origine umana, secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), il che le rende una delle leve più importanti, e più difficili da azionare, nella lotta al riscaldamento globale. Se questa componente continua a muoversi nella direzione sbagliata, l'intero sforzo internazionale per contenere il riscaldamento del pianeta ne risulta indebolito, indipendentemente dai progressi ottenuti in altri settori come l'energia o i trasporti.

Gli autori hanno calcolato le emissioni lorde dei sistemi agroalimentari come percentuale della media storica di emissioni di ciascun paese, scoprendo che a livello globale la tendenza si muove nella direzione sbagliata: le emissioni stanno crescendo, non calando. Secondo lo studio, per raggiungere emissioni nette zero dei sistemi agroalimentari entro il 2030, ogni regione del mondo dovrebbe aumentare i propri progressi di circa il 70% ogni anno nei prossimi quattro anni. "Questo tipo di cambiamento non accadrà assolutamente", ha dichiarato Bianca Carducci, scienziata indipendente specializzata in nutrizione e prima autrice dello studio. "La maggior parte dei paesi si muove probabilmente di circa il 5% l'anno su alcuni indicatori."

Carducci ha comunque invitato a leggere questo dato nel contesto più ampio dello studio: la cifra del 70% rappresenta il movimento necessario per ogni regione del mondo nel suo complesso, mentre a livello di singolo paese alcuni stati potrebbero già muoversi bene, riducendo davvero le proprie emissioni agricole. Michael Puma, docente alla Columbia Climate School e non coinvolto nel rapporto, ha sottolineato che valutare questi progressi non è un esercizio binario: "Non è semplicemente successo o fallimento entro il 2030."

Gli stessi autori sottolineano che le scadenze molto ambiziose rischiano paradossalmente di offuscare le opportunità di miglioramento reale: quando i ricercatori hanno considerato il 2050 come scadenza alternativa per gli stessi obiettivi, le regioni del mondo sono risultate molto più vicine a raggiungere la maggior parte dei propri traguardi nutrizionali e ambientali. Questo, ha precisato Carducci, non deve però diventare una scusa per rallentare gli sforzi nei prossimi anni. Anche Puma ha messo in guardia dal rischio opposto: scadenze eccessivamente ambiziose possono incentivare soluzioni rapide che non reggono nel lungo periodo, spostando l'attenzione dalla data entro cui completare i progressi al modo in cui costruire percorsi realistici e responsabilità concrete per raggiungerli.

Le emissioni agricole si muovono nella direzione sbagliata proprio mentre la scadenza del 2030 si avvicina, ma questo non significa che valga la pena smettere di provare a invertire la rotta.

MaturitàGià in attoTendenza già misurata su dati storici e attuali ImpattoGlobaleRiguarda i sistemi alimentari di quasi tutti i paesi del mondo CertezzaAltaDati raccolti su circa 50 indicatori in quasi tutti i paesi

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