Negli Stati Uniti sono spariti i dati ufficiali sul rischio di cancro da inquinamento atmosferico
Da oltre vent'anni l'Agenzia per la protezione ambientale statunitense pubblicava stime sul rischio aggiuntivo di cancro legato all'inquinamento atmosferico, dati usati da comunità, giornalisti e ricercatori per individuare le aree più esposte. Nell'ultimo aggiornamento, pubblicato in ritardo e senza preavviso formale, quelle stime sono state omesse: restano solo i dati grezzi sulle emissioni, molto più difficili da interpretare senza competenze tecniche specifiche.
Per oltre vent'anni l'Agenzia per la protezione ambientale statunitense (EPA) ha pubblicato periodicamente stime sul rischio aggiuntivo di cancro legato all'esposizione a decine di sostanze inquinanti presenti nell'aria, un programma noto come valutazione degli inquinanti atmosferici tossici. Nell'ultimo aggiornamento, quelle stime sono scomparse: l'agenzia continua a pubblicare i dati grezzi sulle emissioni, ma non più le informazioni sul rischio aggiuntivo di cancro che quelle emissioni comportano per chi vive nelle vicinanze, né ha aggiornato la mappa pubblica che permetteva di consultare questo rischio in tutto il paese.
Le valutazioni erano usate regolarmente da comunità, giornalisti e organizzazioni non profit per capire gli effetti dell'inquinamento nei propri quartieri e per chiedere conto alle aziende responsabili. Darya Minovi, ricercatrice dell'organizzazione no profit Union of Concerned Scientists, aveva usato proprio quei dati per mappare l'inquinamento da ossido di etilene, una sostanza cancerogena emessa dagli impianti di sterilizzazione medica, scoprendo che oltre 14 milioni di persone vivono entro un raggio di 8 chilometri da uno di questi impianti. La mappa aveva contribuito a spingere il governo a rendere più severi i limiti sulle emissioni di quella sostanza.
Senza queste stime, interpretare correttamente i dati grezzi sulle emissioni richiede competenze tecniche specialistiche che la maggior parte delle comunità colpite dall'inquinamento non possiede. Il rischio concreto, secondo chi lavora a stretto contatto con queste comunità, è che le persone che vivono vicino alle maggiori fonti di inquinamento restino senza gli strumenti per comprendere l'esposizione a cui sono sottoposte e per chiedere conto alle aziende responsabili, proprio mentre ne avrebbero più bisogno.
L'amministrazione Trump ha reso più difficile l'accesso ai dati ambientali su più fronti: secondo un tracciamento indipendente, ha modificato o rimosso quasi 2.000 pagine web e set di dati su temi scientifici, climatici e ambientali. L'anno scorso l'agenzia ha eliminato uno strumento che permetteva di cercare per codice postale gli impianti che gestiscono grandi quantità di sostanze pericolose, e ha chiuso EJScreen, lo strumento di riferimento dell'agenzia per la giustizia ambientale, che incrociava i punti critici dell'inquinamento industriale con i dati demografici delle comunità colpite. Anche alcune pagine dell'agenzia dedicate a specifiche sostanze inquinanti, come l'ossido di etilene, sono state modificate per rimuovere i riferimenti al rischio di cancro ed enfatizzare invece l'utilità industriale della sostanza.
I dati mancanti quest'anno avrebbero dovuto riguardare le emissioni del 2022; l'aggiornamento più recente, pubblicato con un anno di ritardo, si ferma invece al 2021 ed è comparso online solo dopo che un ex funzionario dell'agenzia, oggi consulente per un'organizzazione indipendente di analisi dei dati federali, ha sollecitato direttamente l'EPA. Una portavoce dell'agenzia ha dichiarato che l'EPA "continuerà a pubblicare i dati nazionali annuali sulle emissioni e sulle concentrazioni di inquinanti atmosferici tossici quando saranno disponibili", senza però rispondere alle domande su perché i dati sul rischio di cancro non siano stati pubblicati quest'anno né se l'agenzia stia ancora calcolando internamente queste stime.
Secondo Denice Ross, direttrice dell'istituto per le politiche sui dati della Federation of American Scientists ed ex responsabile dei dati del governo federale durante l'amministrazione Biden, i tagli ai dati ambientali seguono in genere due schemi: la rimozione deliberata di informazioni che contrastano con le priorità dell'amministrazione, oppure la perdita di dati come conseguenza indiretta dei tagli al personale e ai finanziamenti della ricerca scientifica nelle agenzie federali. "Ci sono così tante cose che diamo per scontate riguardo ai dati federali nella nostra vita, e le persone non le danno più per scontate", ha detto Ross.
Negli Stati Uniti quasi il 40% della popolazione riceverà una diagnosi di cancro nel corso della propria vita, e vivere vicino a fonti industriali di sostanze come benzene, formaldeide e ossido di etilene può aumentarne il rischio. Diverse organizzazioni hanno iniziato a preservare in autonomia alcuni degli strumenti scomparsi, ricreandone versioni non ufficiali, che però non hanno la stessa autorevolezza delle valutazioni governative e restano comunque legate agli aggiornamenti dei dati federali sottostanti.
Senza le stime ufficiali sul rischio di cancro, le comunità che vivono vicino alle fonti di inquinamento perdono uno strumento concreto per capire l'esposizione a cui sono soggette e per chiedere conto ai responsabili.
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