Mediterraneo sempre più caldo: il riscaldamento in profondità amplifica le piogge torrenziali

Una ricerca dell'Università di Siviglia ha analizzato i dati storici di temperatura di quattro sottoregioni del litorale mediterraneo, rilevando che il riscaldamento non riguarda solo le acque superficiali ma anche la struttura termica in profondità. I cambiamenti nella termoclina, lo strato in cui la temperatura cala rapidamente con la profondità, potrebbero favorire condizioni più propizie agli eventi di pioggia torrenziale.

📅 11 settembre 2026 ✎ Michele Migliore ⏱ 1 min di lettura
Mediterraneo sempre più caldo: il riscaldamento in profondità amplifica le piogge torrenziali
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Il Mediterraneo non si sta scaldando soltanto in superficie: anche al di sotto le temperature continuano a salire, con possibili conseguenze sugli episodi di piogge torrenziali che colpiscono la regione. Lo indica una ricerca firmata da María C. Villarín e Alberto Celis, dell'Università di Siviglia, che hanno analizzato i registri storici di temperatura di quattro sottoregioni del litorale mediterraneo.

Il lavoro documenta un aumento delle temperature delle acque superficiali, ma anche variazioni stagionali nella profondità della termoclina, lo strato in cui la temperatura dell'acqua cala rapidamente man mano che aumenta la profondità. Applicando un modello matematico ai dati storici delle quattro sottoregioni, i ricercatori hanno rilevato che le acque mediterranee stanno subendo cambiamenti significativi nella propria struttura verticale: un riscaldamento costante delle acque di superficie, accompagnato da una progressiva risalita della termoclina durante l'estate e da un suo approfondimento durante l'inverno.

La termoclina svolge un ruolo fondamentale nella distribuzione del calore e dei nutrienti e nell'organizzazione verticale delle masse d'acqua. Secondo gli autori, il riscaldamento degli strati sottosuperficiali, in particolare nella parte alta della termoclina e negli strati intermedi, può incidere sulle interazioni tra oceano e atmosfera, favorendo condizioni più propizie agli eventi estremi. Per le comunità costiere mediterranee, questo significa che l'energia disponibile per alimentare episodi di pioggia torrenziale potrebbe crescere anche a causa di processi che avvengono sotto la superficie del mare, invisibili alle misurazioni tradizionali.

Il proseguire del riscaldamento potrebbe intensificare la stratificazione marina, rallentare la formazione delle acque profonde, ridurre l'ossigeno disponibile in profondità e modificare i modelli di circolazione. Queste alterazioni avrebbero conseguenze sulla biodiversità marina e su attività economiche come pesca, acquacoltura e turismo, oltre a modificare la distribuzione di alcune specie e prolungare la durata delle ondate di calore marine.

Secondo i ricercatori, la principale novità del lavoro sta nello stabilire una relazione tra questi cambiamenti nella struttura termica del mare e l'evoluzione del clima mediterraneo, compresi i fenomeni meteorologici estremi. Interpretare il clima della regione, sostengono gli autori, richiede quindi di incorporare la struttura tridimensionale dell'oceano tra gli elementi che intervengono nell'evoluzione degli estremi idroclimatici, e di includere i dati di temperatura sottosuperficiale nei sistemi di monitoraggio e modellizzazione climatica.

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