In un mondo più arido, alcune malattie infettive prosperano lo stesso
Una revisione di quasi cento studi scientifici, pubblicata sulla rivista Trends in Ecology and Evolution, mostra che la siccità può favorire la diffusione di malattie come colera, virus West Nile e dengue, anche mentre ne riduce altre come malaria e schistosomiasi. I ricercatori chiamano questo fenomeno "paradosso siccità-malattia" e stanno iniziando a capirne i meccanismi.
Il mondo è oggi il 77% più arido rispetto a trent'anni fa, secondo un rapporto delle Nazioni Unite, e la siccità sta diventando più intensa e prolungata mano a mano che l'atmosfera più calda sottrae acqua al territorio e la trattiene più a lungo. Una nuova revisione di quasi cento studi scientifici, pubblicata la scorsa settimana sulla rivista Trends in Ecology and Evolution, mostra che un mondo più arido è spesso anche un mondo più malato.
Gli autori hanno passato in rassegna ricerche condotte su tutto il regno animale, dagli esseri umani ai grandi mammiferi, dai pesci agli anfibi fino agli insetti, per capire come la siccità favorisca la diffusione di infezioni e parassiti letali. La maggior parte dei parassiti umani e molti agenti patogeni hanno bisogno di acqua per prosperare, e mentre alcune malattie, come la schistosomiasi, un'infezione da verme piatto nota anche come febbre delle lumache, e la malaria, calano quando stagni e laghi si prosciugano, altre, come il colera, il virus West Nile e la dengue, arrivano invece a esplodere.
Capire come la siccità influenzi la diffusione di malattie specifiche potrebbe aiutare gli scienziati a prevedere con più precisione quali infezioni diventeranno più problematiche per le persone nei prossimi anni, in un mondo dove la siccità è destinata a intensificarsi ulteriormente. Le conseguenze non sono teoriche: siccità in California negli anni 2000 hanno causato migliaia di casi in più di febbre della Valle, e nel 2014 una siccità estrema ha contribuito al secondo maggior numero di casi di virus West Nile mai registrato nello stato. In Somalia, una siccità del 2017 ha portato a quasi 80.000 casi di colera, che hanno causato oltre mille morti.
"È così controintuitivo", ha spiegato Tara Stewart Merrill, ecologa delle malattie acquatiche al Cary Institute of Ecosystem Studies e coautrice della revisione, che insieme al collega Pieter Johnson, docente all'Università del Colorado a Boulder, ha coniato l'espressione "paradosso siccità-malattia" proprio per descrivere questo fenomeno. "Pensiamo che una malattia trasmessa dall'acqua debba prosperare solo quando l'acqua abbonda, ma in alcuni casi prospera proprio quando ce n'è meno."
Uno dei meccanismi individuati riguarda il comportamento degli animali attorno alle fonti d'acqua residue. Nella savana africana, quando la siccità prosciuga alcuni pozzi d'acqua, gli animali si affollano attorno a quelli rimasti, insieme ai loro escrementi, rendendo più facile la diffusione dei parassiti che depongono le uova nelle feci. Una ricerca inclusa nella revisione ha trovato oltre 100.000 uova di parassiti per ogni chilogrammo di sterco raccolto dopo periodi con meno precipitazioni. Un meccanismo simile riguarda il virus West Nile: quando la siccità riduce il numero di specchi d'acqua disponibili, gli uccelli che portano il virus entrano in contatto più stretto con le zanzare, aumentando il numero di insetti infetti capaci di trasmettere la malattia alle persone.
La siccità può anche ridurre alcune malattie: acque più calde, più saline e meno ossigenate diventano invivibili per certi agenti patogeni, batteri, funghi e parassiti. Il Vibrio vulnificus, un batterio che infetta le ostriche e causa ogni anno 80.000 casi di intossicazione alimentare negli Stati Uniti, si diffonde inizialmente durante una siccità ma può scomparire del tutto se questa si prolunga abbastanza. Anche l'alternanza brusca tra periodi di piogge intense e siccità, un fenomeno chiamato "weather whiplash" e sempre più comune con il riscaldamento del pianeta, può peggiorare le epidemie: il fungo che causa la febbre della Valle, per esempio, cresce durante gli inverni piovosi e poi si dissecca, diffondendosi come polvere trasportata dal vento in estate.
La siccità non riduce sempre il rischio di malattie infettive: in alcuni casi lo aumenta, un paradosso che gli scienziati stanno solo iniziando a comprendere davvero.
| MaturitàEmergenteCampo di ricerca giovane, meccanismi ancora in fase di studio | ImpattoGlobaleRiguarda la diffusione di malattie in tutto il mondo | CertezzaMediaRevisione di studi esistenti, meccanismi specifici ancora da confermare caso per caso |





Commenti
Lascia un commento
Il commento sarà pubblicato dopo approvazione. L'email non viene pubblicata.