Elettrificare i trasporti taglierebbe di un quarto la dipendenza europea dalle importazioni di petrolio

Uno studio dell'organizzazione Transport & Environment, che si occupa di trasporti sostenibili, sostiene che un percorso di forte elettrificazione ridurrebbe di quasi un quarto entro il 2040 la dipendenza del settore dei trasporti europeo dalle importazioni energetiche. Indebolire gli standard sulle emissioni delle auto permetterebbe di raggiungere un obiettivo simile sulle rinnovabili, ma solo ricorrendo molto di più a carburanti alternativi scarsi e importati.

📅 14 settembre 2026 ✎ Maurizio Franceschini ⏱ 1 min di lettura
Elettrificare i trasporti taglierebbe di un quarto la dipendenza europea dalle importazioni di petrolio
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Il prossimo obiettivo europeo sulle energie rinnovabili nei trasporti dipenderà in larga misura dalla scelta di difendere o meno le politiche che spingono l'elettrificazione stradale, a partire dagli standard sulle emissioni di anidride carbonica delle automobili. Lo sostiene uno studio dell'organizzazione Transport & Environment, che ha modellato diversi percorsi normativi di elettrificazione nell'Unione europea.

Secondo l'analisi, un percorso di forte elettrificazione ridurrebbe di quasi un quarto rispetto ai livelli attuali la dipendenza del settore dei trasporti europeo dalle importazioni energetiche al 2040, un valore inferiore di circa il 15% rispetto a quello ottenibile con percorsi a bassa elettrificazione. Indebolire gli standard sulle emissioni delle auto, al contrario, permetterebbe sì di raggiungere un obiettivo complessivo simile sulle rinnovabili nei trasporti, ma solo attraverso un ricorso molto maggiore a carburanti alternativi scarsi e in gran parte importati.

La distinzione non riguarda quindi soltanto quanto sia ambizioso l'obiettivo, ma il modo in cui viene raggiunto. Secondo l'organizzazione, l'elettricità può farsi carico della parte più consistente dell'obiettivo sulle rinnovabili nei trasporti, lasciando i carburanti sostenibili, disponibili in quantità limitate, ai settori che ne hanno più bisogno e per cui non esistono alternative praticabili, come l'aviazione e il trasporto marittimo. Per i cittadini europei la differenza si misura in anni di esposizione in più o in meno alla volatilità dei prezzi dei combustibili importati.

Il tema si inserisce in un dibattito europeo più ampio sull'elettrificazione come strumento di sicurezza energetica. La Commissione europea ha fissato un obiettivo indicativo di elettrificazione del 46% entro il 2040, quasi il doppio del livello attuale, che secondo le stime dell'esecutivo europeo potrebbe ridurre la bolletta delle importazioni di combustibili fossili dell'Unione di circa 260 miliardi di euro l'anno entro quella data. I trasporti sono responsabili di circa il 25% delle emissioni complessive di gas serra europee, e tra il 90% e il 95% dell'energia consumata nel settore proviene ancora da combustibili fossili.

Per i responsabili politici, secondo l'organizzazione, la conclusione è lineare: l'obiettivo sulle rinnovabili nei trasporti al 2040 deve essere accompagnato da misure di elettrificazione ambiziose e da un contributo corrispondentemente più alto dell'elettricità rinnovabile. In caso contrario, avverte lo studio, l'Europa continuerà a dipendere più a lungo da importazioni soggette a forti oscillazioni di prezzo.

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