Dopo il voto regionale, in Sassonia-Anhalt 26.000 posti di lavoro dipendono dalle rinnovabili

Il partito Alternativa per la Germania, che rifiuta le politiche di transizione energetica e il consenso scientifico sul riscaldamento globale di origine umana, ha ottenuto il 43,8% dei voti alle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt. Gli esperti ritengono che gli effetti immediati sulla transizione energetica tedesca saranno limitati, perché le leggi principali si decidono a livello federale, ma segnalano possibili complicazioni per gli investimenti locali.

📅 10 settembre 2026 ✎ Michele Migliore ⏱ 2 min di lettura
Dopo il voto regionale, in Sassonia-Anhalt 26.000 posti di lavoro dipendono dalle rinnovabili
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Alle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto il 43,8% dei voti, più del doppio del 20,8% raccolto nel 2021, secondo i risultati preliminari. L'Unione cristiano-democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz ha quasi dimezzato il proprio risultato, scendendo al 17,2% dal 37,1% di cinque anni prima, seguita dai socialdemocratici al 9,3%, dai Verdi all'8,9%, dalla Sinistra all'8,6% e dall'alleanza BSW al 5,3%.

Secondo i sondaggi condotti all'uscita dai seggi, i temi che hanno pesato di più sulla scelta degli elettori di AfD sono stati la sicurezza interna (24%), seguita da immigrazione e sicurezza sociale (entrambe al 18%). Interpellati poco prima del voto sui problemi principali della regione, i cittadini hanno indicato la situazione economica (21%), l'istruzione (17%) e le questioni migratorie (16%).

La Sassonia-Anhalt conta circa 2,1 milioni di abitanti, il 2,5% della popolazione tedesca, e secondo la Federazione tedesca per le energie rinnovabili (BEE) circa 26.000 posti di lavoro nella regione sono direttamente legati al settore delle rinnovabili. La maggior parte delle leggi che regolano l'espansione delle fonti rinnovabili e l'uscita dal carbone viene però decisa a livello federale ed è vincolata a impegni internazionali e alla normativa europea, lasciando ai governi regionali margini ridotti di intervento.

"Soprattutto in materia di politica energetica, molte leggi sono fatte esclusivamente a livello federale, e qualsiasi governo regionale dovrà rispettarle che gli piaccia o no", ha dichiarato Ursula Heinen-Esser, presidente della federazione, aggiungendo però in una nota successiva al voto che un governo guidato da AfD potrebbe comunque complicare l'attuazione sul territorio: "Non è ancora chiaro come sarà il prossimo governo regionale, ma è chiaro che chi rallenta l'industria delle rinnovabili rende più difficile assicurarsi gli investimenti e mette a rischio posti di lavoro e prosperità."

Nel proprio programma elettorale il partito ha promesso di introdurre ostacoli all'espansione di eolico e solare nella regione. Le leggi federali tutelano però la diffusione delle rinnovabili, rendendo improbabile che promesse come una moratoria sull'eolico reggano davanti a un tribunale, anche se lunghe battaglie legali si tradurrebbero comunque in difficoltà per gli investitori. Christian Bruch, amministratore delegato di Siemens Energy, aveva dichiarato prima del voto che le proposte energetiche del partito danneggerebbero l'economia, giudicando "inutili" i dibattiti su un ritorno al nucleare "in un'Europa ben interconnessa sul piano della politica energetica".

Secondo Michael Böcher, politologo dell'Università di Magdeburgo che studia lo sviluppo sostenibile, un governo regionale guidato da un partito che nega l'origine umana del riscaldamento globale potrebbe inoltre indebolire la ricerca sugli effetti del cambiamento climatico, dato che istruzione e ricerca sono tra gli ambiti in cui i Länder tedeschi godono di maggiore autonomia. La maggior parte dei cittadini tedeschi, incluse le persone della Sassonia-Anhalt, continua comunque a sostenere l'azione climatica in misura analoga al resto del paese.

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