Crisi di carburante in Russia: boom di auto elettriche col +118% di vendite
Tra giugno e agosto le immatricolazioni di auto elettriche e ibride plug-in in Russia sono cresciute del 118% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raggiungendo 26.543 unità. L'aumento coincide con una grave carenza di carburante, dovuta agli attacchi ucraini alle raffinerie russe che hanno ridotto la produzione di benzina a circa il 70% del consumo interno abituale.
Le vendite di auto elettriche e ibride plug-in in Russia sono più che raddoppiate quest'estate. Secondo il servizio di analisi Autostat, tra giugno e agosto sono state immatricolate 26.543 vetture con la spina, contro le 12.187 dello stesso periodo dell'anno precedente, con una crescita del 118%. Il dato resta comunque su livelli contenuti: lo scorso anno questi veicoli rappresentavano appena il 4,3% delle vendite complessive di automobili nel paese.
L'aumento coincide con una grave carenza di carburante. Dal giugno scorso l'Ucraina ha risposto alla guerra di aggressione russa anche con attacchi mirati alle raffinerie di petrolio in Russia, con la conseguenza che il rifornimento delle stazioni di servizio russe con benzina e diesel risulta da allora considerevolmente compromesso. Dopo che alcune raffinerie hanno dovuto interrompere l'attività, la produzione russa di benzina è scesa a circa il 70% del consumo interno abituale, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Reuters, e gli automobilisti hanno dovuto in alcuni casi cercare carburante per ore e mettersi in fila alle stazioni di servizio.
Il nesso diretto tra i due fenomeni non è dimostrabile, ma i numeri raccontano una storia piuttosto chiara: la Russia era finora un mercato difficile per le auto con la spina, a causa di una rete di ricarica poco sviluppata, delle enormi distanze e del clima rigido. Già a fine giugno era stato registrato un aumento significativo delle ricariche presso le colonnine pubbliche del paese, un segnale che la scarsità di carburante sta spingendo gli automobilisti verso alternative che in condizioni normali avrebbero considerato poco pratiche.
La domanda in crescita viene soddisfatta quasi esclusivamente da produttori cinesi. Dopo che le case automobilistiche europee, americane, giapponesi e sudcoreane hanno abbandonato il mercato russo in seguito all'invasione dell'Ucraina e alle sanzioni internazionali del 2022, interrompendo sia le esportazioni sia le produzioni locali, i marchi della Repubblica Popolare hanno riempito il vuoto lasciato. Si tratta soprattutto di marchi cinesi specializzati in veicoli a nuova energia, che raggiungono attraverso canali ufficiali, importazioni parallele o concessionari indipendenti soprattutto gli acquirenti urbani di centri come Mosca.
Allo stesso tempo si affacciano sul mercato marchi locali a guida statale, che assemblano e vendono con il proprio nome modelli cinesi realizzati in collaborazione con partner come Dongfeng o JAC. Un esempio è il SUV elettrico compatto Evolute i-Joy, basato sul modello Dongfeng Fengon E3 e assemblato nello stabilimento di Lipeck utilizzando in gran parte kit di componenti forniti dal partner cinese. Gli acquirenti ricevono attualmente, nell'ambito di un programma statale di incentivi, un contributo pari al 35% del prezzo d'acquisto.





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