Come l'America finanzia la rivoluzione energetica del futuro
Un rapporto commissionato dal Congresso e pubblicato dalla National Academies of Science conferma che ARPA-E, il programma del Dipartimento dell'Energia statunitense che finanzia tecnologie energetiche ad alto rischio, ha generato oltre 20 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi e più di 1.400 brevetti a partire da appena 4 miliardi di dollari di fondi pubblici. Nonostante i tentativi dell'amministrazione Trump di ridurne il budget, il programma continua a finanziare nuovi progetti.
Gli Stati Uniti non sono mai stati tra i paesi più ambiziosi nell'affrontare il cambiamento climatico, ma da 15 anni mantengono un programma dedicato a finanziare tecnologie energetiche innovative ad alto rischio. Si chiama Advanced Research Projects Agency-Energy, o ARPA-E, ed è stato modellato su un analogo programma delle forze armate statunitensi. Nel corso della sua storia ha distribuito oltre 4 miliardi di dollari, circa 3,7 miliardi di euro, a università e startup che cercano di cambiare il modo in cui produciamo energia.
Trovare finanziamenti per questo tipo di tecnologie "moonshot" è notoriamente difficile: possono richiedere anni o decenni prima di raggiungere una scala sufficiente a generare profitti, e molte tecnologie emergenti non riescono mai ad attrarre i capitali necessari per attraversare quella che nel settore viene chiamata "valle della morte", il divario tra sperimentazione e crescita industriale. Lo scopo di ARPA-E è proprio aiutare gli innovatori dell'energia a colmare quel divario.
Un rapporto commissionato dal Congresso statunitense e pubblicato dalla National Academies of Science, uscito la scorsa settimana, conferma che questo programma ad alto rischio e alto potenziale sta funzionando: i 4 miliardi di dollari investiti da ARPA-E hanno generato oltre 20 miliardi di dollari, circa 18,4 miliardi di euro, di finanziamenti aggiuntivi e più di 1.400 brevetti. I progetti che hanno ricevuto fondi da ARPA-E hanno avuto molte più probabilità di ottenere brevetti e investimenti successivi rispetto ai progetti che erano stati respinti dal programma, e circa il 40% dei finanziamenti ha generato un effetto di "trascinamento", per cui una volta che una startup dimostra che una nuova tecnologia è praticabile, altre aziende si affrettano a replicarla.
"Stiamo cercando di permettere a persone di grande talento, che potrebbero fare altro nella vita, di dedicarsi a cose incredibilmente rischiose che, statisticamente parlando, non genereranno un profitto in tempo utile per loro", ha spiegato Chris Bataille, ricercatore associato al Center on Global Energy Policy della Columbia University ed esperto di sviluppo delle tecnologie energetiche pulite, non coinvolto nel rapporto. Il comitato che ha redatto il rapporto, composto da oltre una dozzina di scienziati ed esperti di energia, ha raccomandato al Congresso di ampliare in modo significativo i finanziamenti del programma, suggerendo anche di spostarne il focus da tecnologie ormai mature come solare ed eolico verso i problemi energetici più difficili ancora da risolvere.
Tra i progetti più promettenti finanziati da ARPA-E figura Fervo, un'azienda che utilizza pozzi geotermici molto profondi per convertire il calore terrestre in elettricità, oggi quotata in borsa e con accordi già firmati per alimentare data center. Altri esempi includono Form Energy, che sviluppa batterie a ferro e aria capaci di immagazzinare energia pulita per più giorni consecutivi, e X-energy, che costruisce piccoli reattori nucleari modulari. Il presidente Donald Trump aveva già tentato di definanziare il programma durante il suo primo mandato, e la sua proposta di bilancio di quest'anno prevede di ridurne il budget di quasi il 50%, ma il Dipartimento dell'Energia continua nel frattempo a erogare nuovi fondi per tecnologie sperimentali come l'accumulo energetico di lunga durata, la fusione nucleare e l'estrazione di minerali critici.
Un programma pubblico relativamente piccolo può generare un effetto moltiplicatore enorme sugli investimenti privati, dimostrando che il finanziamento statale resta decisivo per le tecnologie troppo rischiose per il solo capitale privato.
| MaturitàGià in attoRisultati misurati su 15 anni di attività del programma | ImpattoNazionaleProgramma federale statunitense, con ricadute globali sulle tecnologie finanziate | CertezzaAltaDati verificati da un rapporto indipendente commissionato dal Congresso |





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