Biologico italiano: cresce il mercato, ma si riduce la rete specializzata
Il biologico italiano continua a crescere, ma il settore sta cambiando profondamente. Mentre aumentano fatturato ed esportazioni, negozi specializzati, ristorazione bio e cosmetica certificata mostrano segnali di...
Il biologico italiano continua a crescere, ma il settore sta cambiando profondamente. Mentre aumentano fatturato ed esportazioni, negozi specializzati, ristorazione bio e cosmetica certificata mostrano segnali di difficoltà. È il quadro che emerge dalla 18ª edizione del Rapporto Bio Bank, presentato durante la fiera Sana di Bologna.
L'Italia conferma il proprio ruolo di leader europeo nel comparto biologico. Con circa 87.000 aziende agricole certificate e oltre 24.000 imprese di trasformazione, il nostro Paese guida il continente per numero di operatori. Germania e Francia seguono a distanza, con poco più di 20.000 aziende agricole ciascuna.
Anche sul fronte delle esportazioni il primato italiano appare solido. Nel 2024 l'export di prodotti biologici ha raggiunto i 3,9 miliardi di euro, superando ampiamente i principali concorrenti europei.
A livello globale, il mercato biologico ha sfiorato i 145 miliardi di euro nel 2024, registrando una crescita del 6% rispetto all'anno precedente. L'Italia rappresenta circa il 7% di questo valore, con un mercato interno che ha raggiunto i 10,4 miliardi di euro.
Dietro questi numeri positivi si nasconde però una trasformazione del settore. Il monitoraggio di Bio Bank, che ha analizzato circa 3.200 realtà italiane, evidenzia una diminuzione del 2,8% delle attività censite rispetto al 2023.
Le difficoltà riguardano soprattutto alcuni comparti specifici. I negozi specializzati hanno registrato un calo del 3,2%, mentre la ristorazione biologica ha perso il 2,7%. Ancora più marcata la flessione nel settore della cosmetica e dei detergenti certificati, dove il numero di aziende è diminuito dell'8,2%.
Secondo il rapporto, tra le cause figurano la mancanza di norme europee uniformi, gli elevati costi burocratici e la crescente diffusione di pratiche di greenwashing, che rendono più difficile distinguere i prodotti realmente certificati da quelli che utilizzano richiami ambientali principalmente a fini commerciali.
A beneficiare maggiormente dell'espansione del mercato è invece la grande distribuzione. Oggi circa il 64% delle vendite di prodotti biologici in Italia passa attraverso supermercati e catene organizzate, mentre i negozi specializzati rappresentano circa il 20% del mercato. Una tendenza simile si osserva anche in Germania, dove la quota della grande distribuzione raggiunge il 65%.
Dal punto di vista territoriale, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto concentrano il maggior numero di operatori biologici. L'Emilia-Romagna si distingue in particolare per la forte presenza sia in termini assoluti sia in rapporto al territorio, confermando il proprio ruolo di riferimento nel settore agroalimentare biologico.
Il biologico italiano continua dunque a crescere, ma lo fa all'interno di un mercato che si sta riorganizzando. La domanda resta solida, mentre la distribuzione si concentra sempre più nelle grandi catene. Per molte piccole realtà specializzate la sfida sarà mantenere competitività e visibilità in un contesto sempre più dominato dai grandi operatori.





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