Batterie allo stato solido, il grande bluff: arriveranno solo dopo il 2030
Le batterie allo stato solido non arriveranno sul mercato di massa prima del 2030. A dirlo non è un ambientalista scettico, ma Robin Zeng Yuqun, fondatore e presidente di CATL, l'azienda che produce circa il...
Le batterie allo stato solido non arriveranno sul mercato di massa prima del 2030. A dirlo non è un ambientalista scettico, ma Robin Zeng Yuqun, fondatore e presidente di CATL, l'azienda che produce circa il 40% delle batterie per auto elettriche del mondo. Durante un forum internazionale in Cina, Zeng ha dichiarato che la tecnologia è ancora al "quarto livello su nove" di sviluppo e che, anche quando arriverà sul mercato, nessuno può garantire il suo successo commerciale.
Questa dichiarazione ridimensiona anni di promesse. Le batterie allo stato solido sono considerate il prossimo grande salto per le auto elettriche: utilizzano un materiale solido invece di un liquido o di un gel per trasportare la carica all'interno della batteria. In teoria dovrebbero immagazzinare il doppio dell'energia nello stesso spazio, pesare meno, durare più a lungo ed essere più sicure. Le case automobilistiche ne parlano da anni. Ma tra promessa e realtà c'è ancora molta strada.
Qui entra in gioco un dettaglio che spesso la pubblicità trascura. In Cina è già possibile acquistare auto elettriche che dichiarano di avere "batterie allo stato solido". In realtà si tratta di batterie "semi-solide", che contengono ancora una parte liquida. È una versione semplificata della tecnologia, più facile da produrre. La vera batteria allo stato solido, completamente priva di liquidi, è quella che Zeng ha collocato al quarto livello di sviluppo. Ed è anche la più difficile da realizzare.
Le batterie semi-solide sono già presenti sul mercato. Nio ha iniziato a montare batterie semi-solide da 150 kWh nel 2024, ma ha interrotto il programma dopo poche centinaia di unità perché i costi erano troppo elevati e la domanda limitata. MG4, un modello di Saic, ha invece raggiunto 100 mila unità equipaggiate con batterie semi-solide in otto mesi. Alcune auto elettriche vendute in Cina a meno di 15 mila euro le offrono già. Il mercato, quindi, conosce questa tecnologia: funziona, ma non rappresenta ancora il salto rivoluzionario spesso descritto nei titoli.
Anche CATL sta lavorando alle vere batterie allo stato solido e punta ad avviarne una produzione limitata entro il 2027, con una densità energetica fino a due volte superiore rispetto alle migliori batterie liquide attuali. Tuttavia, come sottolinea Zeng, una produzione limitata non significa produzione di massa. Esiste un'enorme differenza tra una fase pilota nel 2027 e milioni di veicoli prodotti entro il 2030. Secondo il manager, le probabilità che prima di quella data circoli un milione di auto con batterie allo stato solido sono "molto piccole".
Non si tratta di una resa, ma della consapevolezza della complessità della sfida. Servono tre condizioni contemporaneamente: una tecnologia funzionante, un prodotto apprezzato dai clienti e un modello economico sostenibile per gli investitori. Zeng ritiene che il progresso tecnologico stia avanzando, ma gli altri due elementi restano ancora incerti. Una batteria che dura il doppio può avere senso solo se i clienti sono disposti a pagarla abbastanza da renderla redditizia.
Il messaggio di Zeng rappresenta una correzione di rotta importante per chi si aspetta un miglioramento improvviso delle auto elettriche. Non accadrà nel 2025 né nel 2026. Forse nel 2030, se tutto andrà secondo i piani. Fino ad allora, ciò che arriverà sul mercato sarà soprattutto una versione più accessibile e meno rivoluzionaria della tecnologia. Le innovazioni più ambiziose richiedono tempo.





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