Auto elettriche come batterie: la soluzione per una rete europea resiliente

Thomas Raffeiner, fondatore e amministratore delegato dell'azienda tedesca The Mobility House, sostiene che le batterie di milioni di auto elettriche già in circolazione potrebbero diventare una risorsa chiave per stabilizzare la rete elettrica europea attraverso la ricarica bidirezionale. Secondo l'imprenditore, la tecnologia è ormai matura: a mancare sono soprattutto regole più chiare su come misurare, contabilizzare e remunerare l'energia scambiata.

📅 27 agosto 2026 ✎ Maurizio Franceschini ⏱ 2 min di lettura
Auto elettriche come batterie: la soluzione per una rete europea resiliente
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Un'estate segnata da siccità, prezzi dell'elettricità volatili e dipendenze geopolitiche mostra quanto sia vulnerabile il sistema energetico europeo. È il punto di partenza dell'opinione di Thomas Raffeiner, fondatore e amministratore delegato dell'azienda tedesca The Mobility House, specializzata proprio nella ricarica intelligente e bidirezionale dei veicoli elettrici.

Raffeiner cita come esempio il basso livello del Danubio registrato a inizio agosto, che ha costretto la centrale nucleare ungherese di Paks, responsabile di quasi la metà dell'elettricità del paese, a ridurre in modo significativo la propria produzione per mancanza di acqua di raffreddamento, mentre in Romania uno dei due reattori della centrale di Cernavodă è stato spento per lo stesso motivo. Secondo l'imprenditore, a questo si somma la dipendenza europea dalle importazioni di energia, resa evidente dalle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz, una delle rotte commerciali più importanti per il trasporto di petrolio e gas.

Se la tesi di Raffeiner si dimostrasse fondata su scala reale, milioni di batterie già pagate e già installate nei veicoli potrebbero ridurre la necessità di costruire nuovi impianti di accumulo dedicati, un investimento molto costoso per il sistema elettrico. Per gli automobilisti, significherebbe la possibilità concreta di guadagnare qualcosa restituendo energia alla rete nei momenti di maggiore necessità, mentre l'auto resta comunque parcheggiata per gran parte della giornata.

Secondo l'imprenditore, in Germania circolano oggi oltre due milioni di auto elettriche, le cui batterie sommate raggiungono già una capacità di accumulo di circa 142 gigawattora, una cifra che potrebbe superare i 300 gigawattora entro il 2030. Per confronto, la capacità prevista per gli impianti di accumulo stazionari su grande scala nello stesso periodo si aggirerebbe intorno ai soli 20 gigawattora. Raffeiner distingue due applicazioni concrete: la ricarica veicolo-casa, che permette di immagazzinare nell'auto l'energia solare prodotta di giorno per usarla in casa la sera, e la ricarica veicolo-rete, in cui molti veicoli vengono gestiti insieme per fornire flessibilità al mercato elettrico, caricandosi quando l'energia rinnovabile è abbondante ed economica e restituendola quando scarseggia ed è più costosa.

Secondo Raffeiner, la tecnologia non è più un ostacolo: un'offerta commerciale di ricarica bidirezionale per i privati è già attiva in Francia dal 2024, e anche in Germania sono comparse le prime offerte. Restano invece da risolvere alcuni nodi normativi, in particolare sui contatori intelligenti necessari per misurare con precisione l'energia scambiata, sull'armonizzazione tra gli oltre 800 gestori di rete tedeschi e sulla tassazione dell'elettricità. "Abbiamo già pagato gran parte della soluzione per la transizione energetica", scrive Raffeiner. "Gli accumuli sono già nei nostri garage e sulle nostre strade: ora dobbiamo solo iniziare a usarli."

Le batterie di milioni di auto elettriche già in circolazione potrebbero contribuire a stabilizzare la rete elettrica europea, ma restano da chiarire le regole su come misurarle, contabilizzarle e remunerarle.

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