5000 anni dopo la morte, Ötzi ospita ancora un ecosistema microbico

Ötzi non è una reliquia del passato immobile, ma un vero e proprio sistema biologico dinamico. A distanza di cinquemila anni dalla morte, la mummia del Similaun continua a ospitare vita microbica...

📅 10 giugno 2026 ✎ Redazione ⏱ 2 min di lettura 👁 41 visualizzazioni
5000 anni dopo la morte, Ötzi ospita ancora un ecosistema microbico
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Ötzi non è una reliquia del passato immobile, ma un vero e proprio sistema biologico dinamico. A distanza di cinquemila anni dalla morte, la mummia del Similaun continua a ospitare vita microbica complessa. È la scoperta principale dello studio condotto dall'Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research (Accademia Europea di Bolzano), pubblicato sulla rivista scientifica Microbiome, che ha mappato in dettaglio l'ecosistema di microrganismi che colonizza il corpo dell'Iceman.

Il lavoro rappresenta un significativo passo avanti nella comprensione di come i microbiomi si conservano nel tempo e come l'ambiente esterno interagisce con i resti biologici. I ricercatori sono riusciti a distinguere con precisione la flora intestinale originaria dell'uomo preistorico — praticamente scomparsa negli esseri umani moderni delle società industrializzate — dai microrganismi che hanno colonizzato la mummia dopo la morte, durante i millenni di permanenza nel ghiaccio e nelle strutture di conservazione contemporanee.

La scoperta più rilevante riguarda alcuni lieviti specializzati, geneticamente simili ai ceppi trovati in Antartide, che dimostrano una straordinaria capacità di resistenza alle temperature estreme. Questi organismi non solo hanno attraversato intatti i duemila anni dalla scoperta della mummia nel 1991, ma rimangono perfettamente vitali nelle attuali condizioni di conservazione al Museo Archeologico dell'Alto Adige, dove la temperatura viene mantenuta costantemente a -6°C. Un dettaglio affascinante emerge dallo studio: alcuni di questi lieviti si sono adattati a utilizzare il fenolo — una sostanza chimicamente tossica — come fonte nutritiva. Il fenolo era stato impiegato decenni fa per disinfettare il corpo dopo il ritrovamento, trasformandosi così da agente sterilizzante in risorsa biologica.

Oltre all'interesse puramente scientifico e conservativo, i risultati dello studio aprono prospettive concrete per applicazioni pratiche nel settore industriale. I microrganismi psicrofili — organismi specializzati nel preferire temperature molto basse — potrebbero essere sfruttati in processi fermentativi a bassa temperatura ad alta efficienza energetica. Questo rappresenta un'opportunità concreta per sviluppare tecnologie produttive più sostenibili dal punto di vista ambientale, riducendo i consumi energetici legati al riscaldamento dei bioreattori industriali.

La ricerca su Ötzi continua dunque a fornire insegnamenti che vanno ben oltre l'archeologia. Comprendere come la vita microbica persiste e si adatta in condizioni estreme nel nostro pianeta diventa cruciale in un'epoca di cambiamento climatico accelerato. Gli studi su mummie naturali come quella del Similaun offrono laboratori viventi per osservare ecologia e adattamento evolutivo su scale temporali che altrimenti sarebbero inaccessibili alla ricerca contemporanea. Ogni nuova scoperta sul microbioma di questo antico viaggiatore delle Alpi arricchisce la nostra comprensione dei sistemi biologici complessi e della resilienza della vita stessa.

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